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Introduzione

Di Bob Penny

Un notiziario curato da ex Scientologist - L'InFormer [01] - ha pubblicato una vignetta di Gary Larson che mostra una coppia nell'atto di attraversare al buio una strada infestata da vegetazione mutante e formiche gigantesche. La didascalia dice:  "Qui c'è qualcosa che non va, Leopolda... questa comincia a sembrare sempre meno La Via che conduce alla Libertà Totale!" 

 
 
 
 
 
 
La vignetta descrive molto bene le ultime fasi dei miei tredici anni trascorsi in Scientology, e il processo attraverso il quale sono finalmente riuscito a sottrarmi a quella che si è rivelata l'influenza più distruttiva e debilitante che la mia vita abbia mai incontrato. 
 
Vi erano un po' dappertutto indizi che sarebbe andata a finire così, pertanto non deve sorprendere che l'esperienza si sia ridotta a un'assurdità. Ciò che fa meraviglia è che ho perso tredici anni della mia vita e più di 100.000 dollari [02] prima di venire a capo della cieca fedeltà e di altre stupidaggini nelle quali ero rimasto coinvolto per così tanto tempo. Evidentemente mi ero imbattuto in qualcosa che la normale educazione ricevuta fino ad allora non mi aveva preparato ad affrontare. 
 
I tentativi di razionalizzare quel che mi stava capitando argomentando "Scientology è la soluzione migliore che abbiamo" o "ci stiamo muovendo nella giusta direzione" (nessuna di queste affermazioni è vera) hanno contribuito a perpetuare il giogo. Anche in seguito è stato difficile riuscire a fare a meno di giustificarmi dicendo "dopotutto ho imparato molto" oppure "l'organizzazione funziona male ma la tech è corretta", che non sono altro che tentativi di minimizzare o ritardare la presa di coscienza della gravità del danno che ho subito e dal quale ho dovuto riprendermi. C'è voluto molto tempo per scrollarmi di dosso le abitudini acquisite nella setta, come il censurare in continuazione i miei pensieri, il "linguaggio caricato" e la cecità di fronte alle critiche - sempre che a tutt'oggi me ne sia liberato completamente. 
 
Ero pertanto impaziente di realizzare come si fosse venuta a creare una situazione così bizzarra. La comprensione di ciò che mi è successo è stata una parte (soltanto una parte) del processo di guarigione. 
 
Gli articoli che vi presento derivano da una serie di note personali, e sono il risultato di pensieri che ho elaborato faticosamente durante il periodo di quattro anni successivo alla mia fuoriuscita dalla setta. 
 
Se siete in cerca di un'analisi esauriente intorno al fenomeno del "controllo mentale" o di suggerimenti su come aiutare i vostri cari finiti in una setta, vi raccomando il libro Combatting Cult Mind Control ["Combattere il Controllo Mentale di una Setta", [03] di Steve Hassan, edito dalla Park Street Press, 1988. 
 
Se siete interessati a una descrizione e storia delle organizzazioni di Scientology potete leggere A Piece of Blue Sky ["Un Pezzo di Cielo Blu", [04] di Jon Atack, pubblicato dal Carol Publishing Group nel 1990. 
 
Se volete un resoconto su ciò che si prova a vivere in un contesto di Scientology, vi consiglio The Road to Xenu ["La Via che porta a Xenu", [05] di Margery Wakefield. 
 
Il materiale che presento qui non è nulla di tutto questo. Personalmente ho cercato di prendere spunto dai dettagli narrativi della Wakefield, allo scopo di mettere in evidenza tipo e struttura delle manipolazioni e abusi che Scientology perpetra ai danni di persone altrimenti libere. Con la decisione di pubblicare entrambi i lavori nel medesimo volume, la Wakefield ed io intendiamo fornire al lettore una giustapposizione immediata tra aspetti specifici e generali - "gli alberi e la foresta", per così dire - affinché, partendo da una base comune, il lettore possa spaziare dal resoconto immediato fatto dalla Wakefield alle mie riflessioni di carattere più generale. Sono del parere che l'integrazione possa fornire una descrizione più completa dei modi attraverso i quali la setta abusa dei seguaci e in che cosa consiste questo intrappolamento. 
 
I modelli di manipolazione sociale che ho estrapolato dalle mie esperienze personali potranno facilmente essere riconosciuti da chi ha avuto esperienza in una setta (invero qualsiasi setta: i miei contatti con ex-membri di vari gruppi evidenziano che i sotterfugi e le trappole impiegate non variano molto da una setta all'altra), in modo tale che questo materiale possa essere utilizzato in primo luogo per fornire assistenza di uscita. 
 
Mi auguro che l'esposizione di questi modelli possa incrementare la sensibilità del lettore e gli permetta di riconoscerli qualora gli capitasse di averci a che fare. Saper riconoscere questi meccanismi può in primo luogo rendere la persona meno vulnerabile al reclutamento in una setta. Sono fermamente convinto inoltre che sia molto più utile educare e prevenire, piuttosto che cercare di portare fuori la gente dalle sette una volta che vi è entrata. 
 
Il bagaglio educativo di noi tutti dovrebbe espandersi, per permetterci di affrontare i nuovi pericoli costituiti dallo sviluppo e dall'accresciuta insidiosità e potere delle sette distruttive (così come le gang, i gruppi d'odio e via dicendo). Si tratta dunque di uno sforzo teso ad educare, una specie di informazione-tutela per il consumatore. 
 
Come mostra la Wakefield, Scientology è in grado di dar vita a un ambiente altamente specializzato all'interno del quale ogni cosa può essere fatta sembrare vera, razionale ed etica. È a questo ambiente insano, non a una qualche deficienza nel singolo individuo, che deve essere imputato il comportamento apparentemente insano riscontrabile in lui, allo stesso modo in cui ambienti-trappola di natura simile hanno coinvolto persone altrimenti normali in linciaggi, gang, Nazismo e altre malattie sociali. 
 
Ma come avviene tutto questo? 
 
I meccanismi di cui si servono le sette per intrappolare la gente non sono difficili da comprendere, una volta che sono stati presi in esame. Purtroppo nelle nostre società siamo abituati a dare per scontato molte cose, o a non prestarci sufficiente attenzione, un po' come facciamo per l'aria che respiriamo. 
 
Non credo esista una risposta univoca. Una persona non viene ipnotizzata e gli viene fatto il lavaggio del cervello in un giorno e in quello immediatamente successivo è già schiava. In realtà si tratta di un processo di apprendimento sociale simile a qualsiasi altro, eccetto che per i suoi contenuti aberranti. Esso, pertanto, avviene per gradi. 
 
Nella serie di dodici articoli che vi presento, esaminerò brevemente alcuni dei modi attraverso i quali questo è possibile, e tenterò di portare all'attenzione del lettore talune forme di pressione che possono forzare una persona a divenire schiava di una setta. Sarà poi compito del singolo individuo riconoscere questi meccanismi qualora gli capitasse di imbattervisi nel corso della sua esistenza.
 
 
 
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