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Promesse di un mondo Scientology: Delusioni e scoperta della realtà nascosta dietro la finzione (Prima parte)

Il lungo racconto di un adolescente entrato casualmente in contatto con Dianetics, immediatamente reclutato nello staff di Scientology e poi nella Sea Org.

Di Tom Weeks, anno 2009.

Traduzione a cura di Simonetta Po, 2009.

 

Indice:



INNAMORAMENTO

Sono diventato agnostico a 17 anni, dopo aver abbandonato non solo il cattolicesimo ma il cristianesimo nel suo insieme. Nella mia ricerca di un nuovo cammino verso la verità e la realizzazione scoprii Scientology, che in cambio di devozione totale offriva un pacchetto completo di libertà totale. Mi ci immersi a capofitto e contemporaneamente ne fui inghiottito. Accettai di declamare i benefici della mia ricerca di verità. Trovai risposta a ogni domanda che avessi. Lessi d'un fiato tutto ciò che riuscii a leggere. Ad ogni conversazione e ad ogni pagina che leggevo il mio universo si espandeva. Mi sentivo tremendamente rafforzato e Scientology prometteva di più, sempre di più.

Le promesse del mondo Scientology erano un mondo di avventura, un mondo di apprendimento e di conoscenza, le chiavi per accedere a poteri fantastici di livello soprannaturale; un mondo utopico di gente perfetta. Ma la realtà del mondo Scientology che ho visto con i miei occhi è stata piena di disavventure, censure e inutili sforzi per far apparire Scientology vincente laddove perdeva; non c'era alcuna utopia, solo sacrificio continuo sostenuto all'inseguimento del sogno di un mondo Scientology. Ed è questa la storia - la mia storia - una storia fatta di osservazione e di delusioni.

Le storie Scientology iniziano per tutti in modo diverso. Nel mio caso, essa iniziò con la lettura di un articolo...


UN ARTICOLO INTERESSANTE

Ero nella tavernetta di mio zio immerso nella lettura di una rivista di karate quando trovai un articolo su Dianetics. Una cintura nera raccontava di come avesse applicato Dianetics alla sua pratica sportiva, e ne descriveva i benefici. Ricordo che diceva che grazie al suo addestramento di Dianetics gli infortuni erano decisamente meno frequenti. Una volta si era fatto male e Dianetics lo aveva aiutato a guarire in metà tempo.

Era l'anno 1990. Da poco erano passate in TV le pubblicità di Dianetics e i ricordi erano freschi. La pubblicità tipica si indirizzava a un problema specifico sotto forma di domanda, poi dava un numero di pagina suggerendo che la risposta al problema poteva essere trovata lì. Dopo una serie di domande di questo tipo e numeri di pagina, veniva mostrata l'immagine di una violenta eruzione vulcanica, infine la copertina del libro. «Dianetics di L. Ron Hubbard» scandiva la voce narrante. Influenzato da quella pubblicità avevo acquistato una copia di Dianetics, ma non avevo mai trovato motivi sufficienti per aprirlo.

L'articolo sulla rivista di karate però mi impressionò, così presi il libro e iniziai a leggerlo. Erano iniziate le vacanze estive e non avevo un lavoro, perciò mi presi il mio tempo per analizzarlo con comodo. L'autore descriveva uno stato chiamato "Clear". Si trattava di uno stato elevato di abilità che poteva essere raggiunto esclusivamente con l'uso di Dianetics.

Lo stato di Clear era davvero affascinante. Raggiungendolo si poteva riacquisire una vista perfetta, godere di salute quasi perfetta e, stupefacente, avere una perfetta memoria fotografica di qualsiasi cosa successa nella vita. Inoltre il Clear aveva una chiarezza mentale molto maggiore, e si godeva la vita.

Le promesse di Dianetics mi eccitarono. Anche se non avevo particolari problemi ero pronto a migliorare la mia vita, e speravo che Dianetics mi avrebbe dato una vera spinta in quel senso. La mente cominciò a viaggiare, fantasticavo sul giorno, molto prossimo, in cui avrei avuto una memoria e salute perfette e maggiori capacità intellettuali. Meravigliosi e magici sogni ad occhi aperti.


INGOIO ESCA, LENZA E GALLEGGIANTE

A metà libro ero ormai così incuriosito che chiamai la Chiesa di Scientology di Saint Louis. Spiegai che stavo leggendo Dianetics e che volevo saperne di più. Mi passarono il servizio clienti, un ragazzo di nome Ron (ovviamente non Ron Hubbard) che mi fissò un appuntamento per una visita in sede.

Fantasticando su come potesse essere una Chiesa di Scientology immaginavo un edificio elegante e professionale con un prato ben curato, un vialetto e una grande fontana a fianco della quale Ron mi avrebbe parlato di Dianetics. Ritenevo che un gruppo di persone con memoria perfetta, ottima salute ed elevato QI avrebbe dovuto avere una degna sede.

Nell'avvicinarmi in auto all'edificio lo trovai veramente eccezionale, nel senso che era eccezionalmente deludente. La Chiesa di Scientology era un piccolo capannone industriale in un'anonima strada commerciale. Lettere d'acciaio sulla facciata lo identificavano come Chiesa di Scientology, ma ciò che mi parve più strano fu una croce ad otto punte non ortodossa. Accantonando il disappunto per l'aspetto dell'edificio, parcheggiai ed entrai.

Incontrai Ron, un ragazzo forbito sulla ventina che mi fece accomodare alla sua scrivania per una chiacchierata su Dianetics. Ero estasiato da tanta disponibilità e che le mie domande ricevessero risposta così immediata e accurata.

Rimasi molto impressionato dall'E-meter che Ron mi mostrò. L'apparecchio consisteva di due cilindri d'alluminio da tenere in mano, di un grosso misuratore con manopole e un quadrante entro cui una lancetta oscillava da parte a parte. L'apparecchio sembrava cogliere emozioni di pena e angoscia.

Ron fece una dimostrazione dell'apparecchio illustrandomi ciò che viene definito "test del pizzicotto". Dovevo reggere le lattine mentre lui mi pizzicava un braccio. Poi mi chiese di richiamare alla mente il pizzicotto. La lancetta sul quadrante si spostò! Era come se l'E-meter leggesse nei miei pensieri. Per assicurarmi che non fosse stato Ron a controllare il movimento dell'ago sfruttai un momento in cui rovistava in un cassetto per richiamare alla mente una caduta in bicicletta. La lancetta si spostò di nuovo! L'E-meter funzionava realmente. Misurava davvero il dolore mentale.

Ad un certo punto della conversazione il mio sguardo cominciò a vagare sui volumi disposti nella libreria. Il titolo "Hai mai vissuto prima di questa vita?" mi incuriosì. Iniziai a spostare le mie domande su quell'argomento.

La mia nuova serie di domande sembrò cogliere Ron con la guardia abbassata. Quando gli chiesi che cosa succedeva prima della nascita e del concepimento si fece esitante. «Non vorrei metterti paura dandoti troppe informazioni, troppo in fretta», mi disse.

Lo rassicurai sul fatto che potevo reggere. Volevo semplicemente conoscere ciò che Dianetics aveva scoperto.

Mi informò che sì, in realtà avevamo già vissuto prima di questa vita. La tecnologia di Dianetics aveva portato alla luce memorie di vite precedenti. Dovette essersi sentito rassicurato dalla mia espressione di gioia e meraviglia perché continuò a parlarmi della storia e della natura della coscienza in questo universo.

Aprì un libro, e la prima frase diceva: «Questo è un resoconto reale e spassionato dei tuoi ultimi sessanta trilioni di anni».

Ero uscito da poco dall'adolescenza e mi stavano venendo rivelati i misteri dell'universo. Stavo ottenendo informazioni riservate. Ron fu molto disponibile e aperto con me, rispose a tutte le mie domande assorbendo la mia attenzione come una spugna. In un corso accelerato su Scientology mi illustrò i suoi principi basilari, le vite precedenti e l'abilità di recuperare, nei suoi praticanti, capacità sovrannaturali come l'abilità di far uscire lo spirito dal corpo, la telecinesi e la telepatia.

Il tono della conversazione si fece sinistro quando gli chiesi perché gli psicologi non usavano Scientology, considerando che era così notevole.

Ron mi spiegò che L. Ron Hubbard aveva cercato di assistere psicologi e psichiatri con Scientology e Dianetics, ma essi avevano rifiutato quell'assistenza. Avevano anzi ripagato quell'offerta cercando di screditarlo. Psicologi e psichiatri non volevano che i loro pazienti migliorassero perché quelle "scienze" non avevano nulla a che fare con il benessere, ma con il peggioramento. E, peggio ancora, operavano con il pieno appoggio del governo. E in ultima istanza il governo era controllato da una manciata di magnati il cui scopo finale era rendere schiava l'umanità. Quei magnati usavano la psichiatria per sconvolgere la mente e rendere perciò gli uomini più facilmente controllabili.

Sentii crescere la preoccupazione, credevo alle sue parole. Chiesi a Ron perché quella gente che controllava il governo non entrava semplicemente nella Chiesa di Scientology e faceva una strage. Mi spiegò che quella gente non operava con sistemi del genere, lavorava in modo da non farsi scoprire. Il che un poco mi tranquillizzò, per un momento avevo pensato di essere fisicamente in pericolo.

Mentre discutevamo delle abilità degli scientologist e di chi si era spinto oltre lo stato di Clear, e stava ora lavorando per liberarsi come essere spirituale - stato che viene chiamato Thetan Operante (OT in breve) - Ron me ne indicò uno. Era una donna un po' più anziana, capelli rossi e molto sicura di sé, che ci era passata accanto impegnata nelle sue faccende.

«Porta gli occhiali» osservai.

«Che cosa vuoi dire?» chiese Ron.

«Beh, in Dianetics si dice che un Clear non necessita di occhiali perché ha la vista perfetta».

Ron mi spiegò che i Clear non hanno una vista perfetta per via di cause radicate nelle vite precedenti, e Dianetics non tratta le vite precedenti. Erano stati necessari molto tempo e fatica per scoprire e risolvere quelle cause di fondo. Per trattarle si usava Scientology, non Dianetics. Ecco perché così pochi Clear avevano la vista perfetta.

Pensandoci ora, avevo sollevato un'osservazione critica e Ron mi aveva dato una risposta del tutto insoddisfacente. Hubbard aveva sostenuto che uno degli attributi dello stato di Clear era una vista perfetta. Ma i Clear non l'avevano. Pertanto l'affermazione era falsa. Non vi feci caso. Se fossi stato un pelo più sofisticato avrei colto nell'immediatezza che Dianetics non funzionava come promesso e avrei potuto inferire che probabilmente anche Scientology non funzionava.

Ma ero a corto di quelle capacità critiche e di sofisticazione, e forse ero così desideroso che quelle affermazioni fossero vere che avevo perso ogni obiettività. Eccitato com'ero alle prospettive di Scientology non volevo che una piccola incoerenza mi allontanasse dai benefici di quella meravigliosa, nuova scoperta.

Appresi anche qualche altra cosa: gli scientologist fumavano sigarette perché le cause fondamentali del cancro potevano essere prevenute con Dianetics e Scientology. Inoltre l'ideologia Repubblicana era molto più coerente con Scientology di quella Democratica. «Forse in tutto questo tempo mi sono sbagliato» pensai tra me, visto che ero sempre stato di orientamento Democratico.


ENTRO NELLO STAFF

Dopo essere stato informato sulle capacità dell'E-meter, sulle vite precedenti, sullo stato di OT e sul complotto internazionale per rendere schiava l'umanità, capii che dovevo approfondire ulteriormente la cosa.

Ron estrasse un listino prezzi e mi illustrò alcuni corsi e il relativo costo. I prezzi variavano da qualche centinaio a qualche migliaio di dollari. In ogni caso, molto fuori della mia portata. Libri e corsi per corrispondenza erano praticamente l'unica cosa che mi potessi permettere, e anche loro erano molto cari. Ma non potevo arrivare a Clear e poi proseguire su OT solo leggendo libri, per fare veri progressi mi sarei dovuto sottoporre ai procedimenti di Scientology presso la chiesa. Era scoraggiante. Per un momento pensai che prima di poter andare avanti avrei dovuto attendere di sistemarmi con un buon lavoro.

Poi Ron mi prospettò quella che ritenni essere un'occasione d'oro. «Beh, c'è un'altra possibilità» disse. «Puoi entrare nello staff e in quel modo potrai frequentare gratuitamente i corsi».

Molto interessante.

Ron mi spiegò i termini dell'impiego: avrei dovuto firmare un contratto di quattro anni e il mio salario sarebbe consistito in una percentuale delle entrate lorde della chiesa. Quella percentuale sarebbe aumentata con l'avanzare dell'addestramento e del livello di autorità. Potevo anche ricevere commissioni sugli esborsi di chi fossi riuscito a far iscrivere ai corsi.

La mia riserva iniziale era che ancora non avevo terminato le superiori. Forse avrei dovuto attendere il diploma prima di entrare nello staff.

«Perché aspettare» mi replicò Ron. Mi spiegò che lui era stato al college e aveva imparato infinitamente di più con lo studio di Scientology di quanto avesse fatto nelle scuole tradizionali. L'argomentazione fu veramente efficace, ammirai l'intelletto di Ron.

Prima di entrare nello staff avrei dovuto fare un test della personalità chiamato OCA. Il test consisteva di centinaia di domande sul mio comportamento, del tipo: «Hai mai letto orari ferroviari per divertimento? Quando sei nervoso diventi irrequieto?». Una volta compilato il questionario Ron lo portò via e tornò con un grafico stampato a computer. Mi disse che il grafico sembrava okay salvo che per un'area, che era un vero problema. Per un attimo mi sentii in tensione, pensando che quel problema mi avrebbe impedito di essere assunto come staff. Ron sembrava deluso da quell'avallamento nel grafico ma mi disse di non preoccuparmi. Scientology mi avrebbe aiutato in quell'area durante l'addestramento da staff. Finimmo di completare assieme la richiesta di assunzione poi Ron mi disse che dovevo confermare una serie di dichiarazioni all'E-meter.

Spostandoci in una zona più privata della chiesa, mi sedetti al tavolo e afferrai le lattine dell'E-meter per rispondere a domande come: «Sei mai stato membro del partito comunista?»; «Sei un criminale o sei ricercato?»; «Hai problemi con queste domande, con la chiesa (e il meter)?». Le domande filarono via lisce e venni assunto.

Quella sera guidai verso casa con i finestrini abbassati, lasciandomi accarezzare dall'aria calda e umida della notte del Missouri. Ma non mi sembrava di essere sulla strada verso casa. Era come se fossi finalmente e fortunatamente sulla strada della libertà totale. Era la strada migliore e la più densa di significato. Ero sulla strada del mio destino e l'aria umida e calda della notte sembrava magica ed esilarante.


LO STILE DI VITA BOHEMIEN DELLO STAFF DI SCIENTOLOGY

Per il personale della chiesa la strada verso la libertà totale non era particolarmente lussuosa. La paga non era sufficiente per tirare avanti e l'orario era molto lungo. Le giornate iniziavano verso le 9 del mattino e proseguivano fino alle dieci di sera. Lavoravamo tutti i giorni salvo la domenica.

Il salario era terribile, molto al di sotto del minimo e a malapena sufficiente per vivere. Ma gli staff avevano sviluppato grandi talenti di sopravvivenza. Uno comprava barattoli giganti di burro di noccioline e campava solo di quello. Vidi un altro comprarsi le sigarette solo con monetine da cinque e un centesimo che aveva racimolato in giro. Passando sentii Randy, un collega, dire che non riusciva a guardare negli occhi il suo padrone di casa, forse perché tribolava con l'affitto.

Per certi versi ero fortunato perché vivevo con i miei zii e potevo aprire frigorifero e dispensa. Il lato negativo era che vivevano lontani dalla chiesa e i soldi per la benzina cominciavano a diventare un problema. Una volta trascurai troppo la spia della riserva e rimasi a secco. Dovetti andare a piedi al distributore per riempire una tanica.

Soldi a parte, la vita sembrava eccitante. Essere sullo staff mi fruttava a malapena la benzina necessaria (anche ai prezzi del 1990) ma Scientology era l'unica cosa che mi interessava. Era il mio unico interesse. Studiare Scientology, lavorare alla Chiesa di Scientology e parlarne con la gente era emozionante. Per me non era mai abbastanza. Il denaro non importava molto, visto che tutto il resto era divertimento.

Trascorrevo la prima parte della giornata in classe immerso nella lettura delle direttive scritte da Hubbard, oppure impegnato nell'ascolto delle sue conferenze registrate. Poi c'era la pausa pranzo e un po' di tempo per intrattenersi con gli altri staff. Infine andavo a lavorare. Il lavoro non era difficile. Facevo cose tipo imbustare lettere e materiale promozionale, rispondere al telefono, distribuire in strada gli inviti per il test della personalità e diverse altre attività per attirare l'attenzione della gente e farla venire alla chiesa per i corsi. Quasi sempre, durante il lavoro, riuscivo a chiacchierare con i colleghi.


NON LASCIARLO ANDARE VIA

Ero seduto alla scrivania vicino all'ingresso principale quando il collega Randy mi si avvicinò precipitosamente indicandomi un uomo in classe. Riuscivamo a vederlo attraverso la porta a vetri, sembrava scocciato. In classe c'era solo lui. «Non farlo andare via» mi ordinò Randy.

«Perché? Perché dovrei farlo, se lui cerca di andarsene?»

«Non farlo andare via e basta» mi raccomandò. Sparì con la stessa velocità con cui era arrivato, lasciandomi di guardia.

Ero confuso ma al momento il tipo non sembrava volersene andare così cercai di escogitare un piano nel caso ci avesse provato. Mi immaginai mentre saltavo su e bloccavo la porta con il corpo, impedendogli di uscire. Ma forse si sarebbe scocciato ancora di più. Forse potevo avvicinarlo e dirgli di non andarsene. Ma era un cliente, non uno staff, e non potevo certo dargli ordini. Pensai che la cosa migliore da fare era una combinazione delle due: bloccarlo fisicamente e cercare di convincerlo a restare. Se avessi fallito potevo almeno dire di averci provato.

Ad un altro livello la frase «Non farlo andare via» mi sembrava una di quelle cose che dice la gente nelle sette. Ero dedicato a Scientology ma fino a che punto sarei stato giustificato a impedire a quel tizio di andarsene? Pensavo che la tech di Scientology avrebbe dovuto risolvere quel tipo di problemi. Non mi aspettavo di dover impedire alla gente di andarsene, se voleva farlo.

Fortunatamente per me l'uomo non cercò di andarsene e io non dovetti cercare di impedirglielo.

Risultò poi che il tizio era insoddisfatto del suo corso e chiedeva un rimborso. Poiché era uno dei pochi clienti della chiesa dovevamo invece tenerlo sul corso, poiché concedergli un rimborso ci avrebbe profondamente danneggiati. Il Direttore Esecutivo (manager generale) della chiesa fece venire un OT (scientologist di alto livello) per convincere il cliente deluso a continuare il corso.

L'OT dovette avere un profondo impatto su di lui perché ebbero un breve scambio di battute e, prima di andarsene, il cliente mi disse che si sentiva molto bene ed era entusiasta di continuare Scientology.


STABILIRE UNA PRESENZA DI LRH

Un giorno in un momento di ozio mi fermai a contemplare il busto di LRH posto di fronte alla mia scrivania nell'atrio. Non so dire che cosa mi prese, forse le mie tendenze iconoclaste o forse solo pura noia, ma mi alzai, mi tolsi la cravatta e la misi attorno al collo di LRH.

Pensavo di essere solo ma Steve e Randy si materializzarono immediatamente al mio fianco. «Togli subito quella roba!» mi disse Steve stizzito. Intuendo il mio passo falso mi affrettai a rimuovere la cravatta dal busto.

«Non fare mai più qualcosa che profani l'immagine di LRH» mi ordinò.

Randy mi lanciò un'occhiata di sospetto e ostilità. «Sì, non mettere la tua cravatta sul busto. Sei un sacrilego...» si fermò nel mezzo della frase, a corto di parole.

Cercai timidamente di spiegare che non intendevo mancare di rispetto. Stavo solo scherzando. I due tornarono da dove erano venuti e io mi rimisi alla scrivania, pensando che Hubbard era preso molto più seriamente di quanto mi avessero indotto a credere.

Più tardi Steve mi portò un bollettino in cui Hubbard dava istruzioni su come disporre nelle chiese le sue immagini al fine di stabilire "una presenza di LRH". Inoltre, poiché lui era il fondatore di Scientology, qualsiasi dimostrazione di irriverenza verso nei suoi confronti era immorale poiché mostrava disprezzo per Scientology.

Non mi ero aspettato che Randy potesse definirmi sacrilego. Era come se le immagini di Ron fossero trattate da oggetti sacri. Mi aspettavo un'atmosfera più rilassata, non tanta rigidità. Ma quando si trattava di immagini di Ron o di commenti su Ron la blasfemia non era tollerata e le violazioni venivano accolte con pronti rimproveri, come avevo appena scoperto.

La venerazione per Hubbard si spingeva oltre. In ogni organizzazione di Scientology c'era un ufficio di LRH, era un locale vuoto ma completamente ammobiliato in cui nessuno poteva entrare, e alla fine di ogni giornata gli studenti si fermavano davanti ad esso e, sotto la direzione del supervisore, applaudivano al grande ritratto di Hubbard, ed esultavano. Nessuno usava la parola venerazione, ma in pratica lo veneravano.


CACCIATO DI CASA

Durante le prime settimane del mio impiego presso la Chiesa di Scientology mio zio e mia zia, con cui vivevo, erano via per le vacanze. Quando tornarono dovetti comunicare la notizia che ero entrano in Scientology ed avevo abbandonato la scuola.

Credo che per loro non sarebbe stato un grosso problema se non fosse stato per la scuola. Quella era davvero una cosa grossa e la zia non l'avrebbe lasciata passare sottotono.

Tutta la discussione fu un gran casino. Io cercavo di spiegare in che cosa consistessero Dianetics e Scientology ma loro erano così assolutamente arroccati nel mondo reale da perdere ogni speranza. Cominciai a parlare di vite passate, il che li lasciò perplessi. La zia iniziò a ipotizzare apertamente che Scientology in realtà facesse soldi con lo spaccio di droga. Era un casino, un vero casino.

Il problema è che gli zii non avevano idea di che cosa stessi parlando. Non sapevano niente di Scientology e cercare di distogliermi da qualcosa di cui non sapevano niente era fuori dalla loro portata. Non avevano idea di come controargomentare. La cosa li aveva colti totalmente alla sprovvista, un giorno erano in vacanza e il giorno dopo scoprivano Scientology nel modo più crudo.

Durante la discussione accadde una cosa buffa. La conversazione fu iniziata da un ospite che lo zio aveva portano con sé dalla Pennsylvania. Stavo sottolineando il fatto che lavorare per la chiesa mi avrebbe reso completamente indipendente (beh, affermazione abbastanza relativa) e lui mi fece domande sulle auto nel parcheggio del personale. Mi fece notare che osservando quelle auto in quel parcheggio avrei potuto indovinare le condizioni economiche degli staff. La cosa mi fece riflettere. Quasi nessuno staff aveva l'auto. Chi l'aveva, guidava scassoni. Non risposi mai alla sua domanda.

Mia zia in realtà fu piuttosto ragionevole. Mi disse che sarei potuto tornate a lavorare per la chiesa una volta terminata la scuola superiore. Ma se non avessi finito la scuola non potevo continuare a vivere a casa loro.

Me ne andai. Sapevo che gli zii ne avrebbero molto sofferto e non ce l'avevo di sicuro con loro. Ho sempre capito che cosa stavano cercando di fare. Non interruppi mai la comunicazione con loro anche se non erano d'accordo con me su Scientology.

Andai a casa di Mamma, che tra l'altro viveva molto più vicino alla Chiesa di Scientology. Mi permise di restare e non si preoccupò affatto che avessi lasciato la scuola perché pensava che nel giro di un anno avrei perso ogni interesse e avrei ricominciato a studiare. Alla mia età era stata suora cattolica per un annetto. Alla fine aveva perso interesse nella vita religiosa e aveva lasciato il convento. Era convinta che anche io avrei fatto lo stesso. E aveva ragione.

Ripresentandomi al lavoro il mattino successivo non dissi nulla sull'essere stato cacciato dalla casa degli zii. Nel breve periodo di frequentazione di Scientology avevo imparato a non parlare di cose brutte, faceva parte dell'ethos e della filosofia di Scientology. Ero orgoglioso di soffrire in silenzio. Quando i colleghi mi videro arrivare e mi chiesero come andasse risposi «Alla grande!». Ero tutto sorrisi e belle notizie.


LAVORO ALL'HUBBARD COMMUNICATION OFFICE

Poiché ero un membro permanente dello staff mi venne assegnato un incarico nell'Hubbard Communication Office. Le qualifiche per lavorare in HCO erano più rigorose di quelle richieste per gli altri incarichi della chiesa. Uno dei miei punti di forza era che non avevo mai fatto uso di droghe. Lavorare in HCO mi dava anche qualche autorità extra, per esempio - secondo le letture che avevo fatto- il personale di HCO era l'unico che poteva autorizzare l'uso della forza fisica durante un confronto. Erano anche una specie di polizia della chiesa, facevano rispettare le sue regole sugli staff ed avevano accesso agli archivi di etica di tutti gli altri membri dello staff.

Ma ero disperatamente sotto qualificato e ignorante per qualsiasi tipo di lavoro che non fosse girare hamburger. Quando Mary, la mia superiore, mi disse che avrei lavorato con l'etica [ethics], risposi: «Sono molto interessato alle etnie [ethnics]». Ron e Mary si scambiarono uno sguardo perplesso ed ebbi l'impressione di aver detto una sciocchezza. All'epoca avevo solo una vaga conoscenza dell'"etica" [ethics], ma avevo letto di etnie [ethnicity]. I due parevano confusi ma Mary sembrò ritenere che avrei potuto "maneggiare" la responsabilità di lavorare con l'etica, anche se non riuscivo a pronunciare correttamente la parola. Assunsi l'incarico, ben determinato ad imparare più che potevo e ad essere una persona assolutamente "etnica".

Il mio titolo esatto era Ufficiale dell'Approvvigionamento del Personale. In breve un reclutatore della Chiesa di Scientology per St. Louis. Trovavo strano che, essendo io stesso stato appena reclutato, dovessi cercare di reclutare altri.

Feci un breve corso per imparare come reclutare assieme all'Ufficiale uscente dell'Approvvigionamento del Personale. Non seppi mai perché stava lasciando il posto e pensavo che fosse maleducato chiedere. Tuttavia si prese la briga di spiegarmi come dovevo svolgere il lavoro. Fu un corsetto flash di una decina di minuti a base puramente colloquiale e senza leggere i volumi delle direttive, il che era insolito per qualsiasi tipo di istruzione Scientology.

Mi disse che dovevo concentrare i miei sforzi su chi veniva alla chiesa per fare corsi o servizi, e cercare di reclutarlo. Quelle persone erano già scientologist oppure erano già interessate, sapevano che Scientology funzionava per cui non gliela si doveva "vendere", l'avevano già "comprata". Facemmo un po' di role playing in cui io fingevo di essere uno studente in pausa e lei era il reclutatore. Mi accomodai su una sedia e lei arrivò, si sedette accanto a me e si presentò. «Salve, sono il reclutatore e mi chiedevo se sei al corrente dei privilegi dell'essere staff». E questa era l'introduzione.

Era anche la sostanza di ciò che avrei dovuto fare. Contattare persone interessate a Scientology ed illustrare le opportunità offerte a chi diventava staff. Poiché avevamo a disposizione pochissimo tempo non affrontammo il problema del maneggiamento di certe considerazioni che impedivano alla gente di diventare staff, e quindi di "chiuderli" sulla cosa.

Non reclutai mai nessuno. Non tanto perché non ci avessi provato ma perché il lavoro di staff offriva molto poco a livello remunerativo. Non interessava agli esterni e non interessava chi già conosceva Scientology. Non rimasi a lungo in HCO perché presto mi venne offerta una nuova possibilità.


RECLUTATO IN SEA ORG

Il reclutatore divenne la recluta.

Alcune settimane dopo, seduto alla mia scrivania, stavo riflettendo su come reclutare qualcuno quando Steve, il Direttore Esecutivo della chiesa, entrò e mi chiese di parlare nel suo ufficio. Raggiunto il suo spoglio locale, lui sulla sua poltroncina e io sulla sedia dall'altra parte della scrivania, mi chiese se sapevo che cosa fosse la Sea Org.

Risposi di sì. Si trattava di un rango superiore di comando della Chiesa di Scientology.

Steve iniziò a darmi alcuni dettagli sulla Sea Organization. Mi informò che la Sea Org provvedeva a vitto, alloggio, un po' di soldi (20 dollari alla settimana) e una uniforme. I suoi membri facevano due settimane di vacanze all'anno e avevano una domenica libera ogni due. I membri della Sea Org ricevevano addestramento Scientology quotidiano e non pagavano l'auditing. Poi Steve mi chiese se avevo domande da fargli.

«Vuoi che entri in Sea Org?» gli chiesi.

«Sì».

«Okay». Sorrisi. La Sea Org sembrava perfetta per me.

Steve mi disse che per entrare in Sea Org avrei dovuto firmare un contratto di un miliardo di anni. «Il contratto non ha valore legale», aggiunse. «Avremmo le nostre difficoltà a far valere un contratto da un miliardo di anni in tribunale, è più una questione di onore» mi assicurò.

La cosa non mi preoccupava affatto. Volevo semplicemente firmare quel contratto al più presto possibile prima che lui cambiasse idea. Era mia piena intenzione rispettarlo fino alla fine. Ero innamorato di Scientology ed ora Scientology mi aveva chiesto di sposarla. Volevo vivere in Scientology, servire Scientology non solo fino alla morte, ma per il successivo miliardo di anni.

Nel firmare il documento giurai anche quanto segue:

«Io, Thomas Weeks, qui accetto di unirmi alla Sea Organization e, in pieno possesso delle mie facoltà mentali, di realizzare pienamente e accettare di attenermi al suo scopo, che è mettere IN ll'ETICA su questo PIANETA e NELL'UNIVERSO e, senza alcuna riserva, sottoscrivo la disciplina, i costumi e le condizioni del gruppo e mi impegno a rispettarle.

PERTANTO MI IMPEGNO A SERVIRE LA SEA ORGANIZATION PER IL PROSSIMO MILIARDO DI ANNI».

Steve lesse il giuramento e il lo ripetei con la mano destra alzata. La cerimonia si svolse nella privatezza del suo ufficio, a porte chiuse e in assenza di testimoni.

Mi si stava dischiudendo un mondo interamente nuovo.

Steve mi disse che dovevo partire immediatamente per Los Angeles. L'accordo con la Sea Org era che dovevo recarmi laggiù a mie spese e, una volta arrivato, si sarebbero occupati loro di tutto il resto. Così, su suo suggerimento, gli girai l'atto di proprietà della mia macchina e lui mi acquistò un biglietto per la California. Mi disse che sarei atterrato a LAX, uno degli aeroporti più grandi del mondo. Vi avrei trovato ad attendermi dei membri della Sea Org che mi avrebbero portato alla sede degli Stati Uniti Occidentali.

Aggiunse che a Los Angeles erano già in fermento per il mio reclutamento. «Probabilmente stanno già preparando i coriandoli per il tuo arrivo».

Immaginai un benvenuto con lancio di coriandoli e stelle filanti, urla di giubilo mentre facevo il mio ingresso negli uffici della Sea Org. Non gradivo molto quelle attenzioni ma mi piaceva molto l'idea di essere così ambito e benvenuto.

Da ciò che avevo sentito dire, la Sea Organization era stata creata dallo stesso L. Ron Hubbard per disseminare Scientology in tutto il mondo. Non si trattava di una operazione da poco, una botta e via. Più di qualsiasi altra organizzazione, l'Organizzazione del Mare usava i sistemi di etica, amministrazione e tecnologia sviluppati da L. Ron Hubbard. La Sea Org era la manifestazione di Scientology, che è il culmine della perfezione e dell'efficienza. I membri della Sea Org erano le persone più produttive del pianeta. Nella comunità Scientology i suoi membri avevano la reputazione di essere incredibilmente concentrati ed estremamente rapidi nell'ottenere risultati.

Sto facendo uno sforzo cosciente per parlare della reputazione interna della Sea Org, ma anche se si tratta di uno sforzo cosciente non credo di renderle giustizia. Forse il motivo è che esiste un livello di aspettativa molto alto, abilità sovrumane derivate dall'applicazione della tecnologia di L. Ron Hubbard. Si pensava che i membri della Sea Org avessero poteri sovrannaturali, che fossero capaci di ottenere risultati che gli altri potevano soltanto sognare.

Una volta in Sea Org avrebbero diretto l'attenzione su di me per trasformarmi in un Sea Org member. Avrei imparato ad essere un tipo che non si perdeva in chiacchiere, avrei diffuso Scientology e al contempo l'avrei appresa. Pertanto avrei fatto contemporaneamente bene al prossimo e a me stesso.


RECLUTARE UN SOSTITUTO

Prima di poter partire per la Sea Org, però, dovevo trovare un sostituto per il mio posto all'org di St. Louis. Steve mi disse di mettermi al lavoro e reclutarlo.

Non avendo una linea guida da cui partire, presi una scatola di cartoncini contenenti informazioni su chi aveva fatto corsi o comprato qualcosa dalla chiesa. Cominciai a chiamare quei numeri di telefono dicendo che la Chiesa di Scientology stava assumendo personale. Cercavo di non sembrare troppo disperato, ma in realtà il riuscire a reclutare qualcuno per un posto così sottopagato mi preoccupava. Dopo un'oretta Steve mi si avvicinò dicendo che quel "ciclo di azione" non era molto realistico, e di seguirlo.

«Okay». Mi alzai e lo seguii nel suo ufficio. Ero sollevato di sentire che qualcuno mi diceva che quanto stavo facendo non era realistico, perché io stesso lo pensavo.

Steve conosceva una potenziale sostituta e l'avrebbe chiamata per cercare di convincerla a prendere il mio posto. Però aveva bisogno del mio aiuto. Mi disse che il suo "bottone" era che le piaceva aiutare la gente, e avrei dovuto premerlo. Avrei veramente dovuto enfatizzare che se lei mi avesse sostituito, per me il suo aiuto sarebbe stato incommensurabile e avrebbe aiutato anche Scientology e il mondo intero.

La donna venne in ufficio e mi preoccupai di farle notare quanto sarebbe potuta essere di aiuto, premendo il suo "bottone". Pensavo che ci stessimo approfittando del suo buon cuore, ma se quello era il modo per fare le cose allora supponevo che doveva essere per il meglio.

Lei però aveva dei conti da pagare e rifiutò categoricamente di entrare nello staff. Non ci aiutò, non certo per la mia mancanza di insistenza. Alla fine fu deciso che sarei partito per la Sea Org senza un immediato sostituto. Se ne sarebbe occupato Steve dopo la mia partenza.


IL TEST SUPREMO ALL'AEROPORTO

La sera prima di partire per LA ebbi una conversazione con la mia amica Jade sul mio ingresso in Sea Org. Jade la conosceva bene perché parecchi suoi parenti ne erano membri. Mi disse che a volte le cose erano veramente dure e in certi giorni mangiavano soltanto lattuga. Anche a lei sarebbe piaciuto entrare, ma i suoi genitori non glielo permettevano perché aveva solo 15 anni. Ancora oggi non riesco a capire se stesse cercando di mettermi in guardia, o se voleva solo prepararmi a quello che avrei visto una volta giunto a LA.

Le cose che mi disse, tempi duri e foglie di lattuga, non mi avevano disturbato più di tanto. Pensavo stesse esagerando. Avevo sentito dire un sacco di cose positive sulla Sea Org, e solo i suoi pochi commenti negativi. Pensai che la cosa aveva probabilmente senso, ma non le avrei dato più credito di tanto. La sua opinione generale della Sea Org era buona e l'avventura era ormai troppo vicina per mandarla a monte.

Informai i miei genitori di questa nuova opportunità, feci i bagagli e dissi che mi sarei fatto sentire. Con addosso il mio abito blu e la camicia bianca ero determinato a fare una buona impressione. Nell'accompagnarmi all'aeroporto Steve si era raccomandato che, una volta sceso dall'aereo, mi fossi premurato di tenere alta sulla testa una copia di Dianetics in modo che i membri Sea Org che mi dovevano venire a prendere mi vedessero subito. Mi accompagnò all'imbarco e ben presto mi ritrovai in volo verso la California.

Scesi dall'aereo con in mano la copia del libro. Arrivato all'uscita la tenni alta per farmi vedere, e attesi.

Nulla.

Notai che tutti mi guardavano, ma nessuno si avvicinava per chiedere il mio nome. Dopo aver aspettato parecchi minuti decisi di andare al ritiro bagagli e prendere il mio baule. Ancora una volta misi in bella vista la mia copia di Dianetics, la cui copertina mostrava un vulcano in eruzione ed aveva colori molto brillanti, rosso e arancione - era difficile non vederla. Però nessuno mi si avvicinò. Attesi ancora.

Poi uscii dall'edificio, nella calda aria estiva di Los Angeles. C'erano un sacco di palme e il cielo era di un blu intenso. Cominciavo ad essere un po' preoccupato, mi chiedevo dove si fossero cacciati. Mi avevano detto che mi avrebbero accolto allo sbarco. Il mio arrivo sarebbe dovuto essere fortemente atteso e celebrato con coriandoli e grida di giubilo. Ma vedevo solo persone indifferenti, occupate nelle loro faccende quotidiane. Era mai possibile che i membri Sea Org dalle pronte e sovrannaturali capacità mi avessero lasciato a piedi in un aeroporto internazionale per semplice incompetenza? Cominciai a ponderare la situazione.

Da ciò che avevo sentito dire sulla Sea Org e sulla sua reputazione sapevo che loro non facevano errori. Per cui il problema non poteva essere la Sea Org. Ripensai agli eventi e mi resi conto che io avevo fatto tutte le cose nella giusta sequenza. Basandomi su queste osservazioni giunsi alla conclusione che quanto stava accadendo era un test. La Sea Org mi stava mettendo alla prova. Quella era l'unica risposta ovvia.

L. Ron Hubbard aveva detto che la "prova suprema" di un essere è la sua abilità a "farla andare bene". Gli scientologist lo ripetono di continuo, come se fosse un detto popolare. Immaginai che poiché stavo entrando in Sea Org volessero vedere se ero adatto. Volevano vedere come me la sarei cavata con la "prova suprema" del "farla andare bene".

Mi dissi che i membri della Sea Org mandati a prendermi sapevano dov'ero e in realtà mi stavano osservando da lontano con un binocolo, seduti in un'auto con l'aria condizionata o forse in una cabina del telefono, comportandosi in modo altamente professionale. Mentre questa idea prendeva forma entrai in azione. Avrei dimostrato alla Sea Org che ero il tipo giusto per loro - mi sarei misurato con le avversità - quanto meno in modo sufficiente da valere lo sforzo.

Sul retro del libro Dianetics trovai un numero di telefono. A me interessava quello del Continental Liaison Office degli Stati Uniti Occidentali ma, non vedendolo, decisi di chiamare l'Organizzazione Avanzata di Los Angeles. Vidi un telefono pubblico ma non avevo un soldo, nemmeno gli spiccioli per una telefonata. Quello era il momento in cui avrei dovuto "farla andare bene". Mi guardai intorno e notai che i carrelli delle valigie funzionavano a monete da 25 centesimi, precisamente quello che mi occorreva. Ne trovai uno, lo portai al deposito, lo agganciai alla fila ed estrassi la moneta.

«Veramente industrioso» pensai tra me. Immaginavo i membri Sea Org che mi spiavano da lontano, prendendo nota sui loro taccuini mentre si scambiavano sorrisi.

Alzai il ricevitore, composi il numero e quando la voce all'altro capo mi disse «Organizzazione Avanzata Di Los Angeles, come posso aiutarla?» mi presentai e dissi che ero appena entrato in Sea Org e che ero appiedato all'aeroporto.

«Oh Gesù» esclamò una voce maschile dall'altra parte, nervosa e preoccupata. «Okay, ti metto in contatto con qualcuno che possa aiutarti. Stai in linea. Mi dispiace, non è la prima volta che accade. È già successo. Resta in linea...». Posò la cornetta per chiamare con un altro apparecchio.

Il cuore mi si fermò. Mi resi conto che l'essere stato lasciato a piedi all'aeroporto non era affatto un test, nemmeno "la prova suprema". Non c'erano Sea Org che valutavano la mia performance da lontano. Ero veramente solo e se non avessi telefonato non mi sarebbero mai venuti a prendere.

L'uomo tornò: «Hey, okay. Ti sto per trasferire a qualcuno che ti può aiutare. Se cade la linea richiama, anche a carico del destinatario se necessario».

Mi mise in linea con una voce più giovane la quale mi spiegò che alcuni membri Sea Org mi erano venuti a prendere, ma erano arrivati in ritardo e giunti al gate io non c'ero più. Mi avevano anche fatto chiamare agli altoparlanti, ma forse non avevo sentito. Alla fine avevano deciso di fare ritorno al complex, il che non mi parve in linea con quello che mi era stato raccontato dei membri Sea Org. Non si erano trattenuti per "farla andare bene". La voce mi disse quindi di prendere un taxi e di farmi portare al "ferro di cavallo" della Chiesa di Scientology.

«Il ferro di cavallo della Chiesa di Scientology? Non c'è nemmeno bisogno di un indirizzo?» chiesi.

«No, tutti sanno dove siamo. Digli solo il ferro di cavallo della Chiesa di Scientology e sanno dove devono andare. Quando arrivi pagheremo noi il taxi».


SCUSI, DOV'È LA CHIESA DI SCIENTOLOGY?

Attaccai il telefono, trascinai il mio baule alla fermata dei taxi e mi sporsi dentro una vettura dicendo: «Devo andare al ferro di cavallo della Chiesa di Scientology».

«E dov'è?» mi chiese la tassista.

«Non lo so», risposi. «Il tizio mi ha detto che tutti sapevano dov'era. Mi ha detto di dire "il ferro di cavallo della Chiesa di Scientology"».

La donna mi indicò uno stradario sul sedile del passeggero. «Beh, su quel libro riesco a trovare qualsiasi indirizzo. Riporta ogni singola strada della città. Ma devo avere un indirizzo».

«Per cui lei non sa dov'è?»

«No», replicò. «Non hai nemmeno una vaga idea di dove potrebbe essere?»

«No» risposi confuso, chiedendomi perché non mi avessero dato più informazioni. Almeno sapevo che non era un test.

«Beh, aspetta che chiedo in giro se qualcuno ne sa qualcosa».

La guardai uscire dal taxi e cominciare a chiedere ai colleghi dove fosse il ferro di cavallo della Chiesa di Scientology. Uno dopo l'altro i tassisti scuotevano la testa e alzavano le spalle.

Perplesso mi sedetti sul mio baule. Mi chiedevo come mai un membro della Sea Org avesse l'ideae che tutti sapessero dov'era la Chiesa di Scientology, mentre in realtà non lo sapeva nessuno. Se c'è qualcuno che lo doveva sapere sono proprio i tassisti, ma loro non lo sapevano. Ripensandoci, nemmeno io fino a pochi mesi prima avevo mai sentito nominare Scientology.
Cominciò a balenarmi il sospetto che il Sea Org a cui avevo parlato avesse una visione grandiosa su come il mondo considerava Scientology. Aveva l'impressione che tutti la conoscessero e che tutti sapessero dov'erano dislocati i suoi edifici, quando in realtà nessuno sapeva che cos'era e dove quegli edifici fossero.

La tassista tornò dicendomi che aveva trovato un collega che sapeva dov'era il ferro di cavallo della Chiesa di Scientology. Mi svegliai dal mio stato contemplativo e mi resi conto che ero rimasto lì seduto con lo sguardo fisso per almeno cinque minuti. Ipotizzai che forse il tassista sapeva dov'era perché era lui stesso uno scientologist. Il taxi arrivò, caricò il mio baule sul retro del minivan, entrai e partimmo. Non gli chiesi se era coinvolto in Scientology e lui non disse una parola. Guardai fuori dal finestrino osservando la città scivolare via.


UN GROSSO EDIFICIO AZZURRO

Una ventina di minuti dopo vidi da lontano la croce ad otto punte della Chiesa di Scientology. Era issata sul tetto di un grande e brutto edificio di sei piani. Mentre il taxi si avvicinava capii che eravamo diretti proprio lì. L'edificio della Sea Org non era affatto ciò che mi ero immaginato. Ma non mi lamentai, l'esteriorità non conta.

Il taxi infilò un vialetto a ferro di cavallo. Lessi un cartello che diceva "Base di Comando dell'Area del Pacifico". In seguito appresi che era comunemente nota come PAC Base. Vidi un Sea Org uscire dalle porte scorrevoli e avvicinarsi al taxi. Estrasse di tasca qualche banconota e pagò la corsa. Aveva la mia età, forse meno, ed emanava un'aria di grande sicurezza. Mi pare che si chiamasse Mike.

Mike mi fece fare un giro in giro. Se mi ero aspettato di essere accolto con festeggiamenti e coriandoli le mie aspettative erano scemate fin già dalla debacle all'aeroporto. Fare del mio arrivo motivo di celebrazioni mi avrebbe sicuramente messo a disagio, ma mi sentii altrettanto a disagio entrando in quell'ufficio dove quasi nessuno mi degnò di uno sguardo. Qualche Sea Org alzò gli occhi, ma niente coriandoli o celebrazioni. Però non ero entrato in Sea Org per quello, per cui dimenticai le piccole aspettative rimaste.


RECLUTE DI QUALITA' PER IL PRODOTTO ZERO

Tutti i membri della Sea Org iniziano la loro carriera con lo stesso programma, chiamato Estate Projects Force, o EPF. È una specie di campo paramilitare dove le reclute dividono la giornata tra studio delle istruzioni basilari della Sea Org e lavoro manuale come lavare i pavimenti, pulire i bagni e cose del genere. Non era un lavoro pesante e nemmeno difficile.

Tutti sull'EPF indossavano una tuta blu e si spostavano sempre di corsa. Ci mettevamo anche in formazione per l'adunata del mattino ma gli aspetti militareschi dell'EPF non venivano molto enfatizzati: non facevamo troppi saluti e in Sea Org non ho mai visto una sola cerimonia militare. Le reclute avevano età diverse - dai ragazzini di 13 anni agli ultracinquantenni.

Per i membri dell'EPF era cosa normale testimoniare i successi ottenuti sul programma. Dopo qualche settimana vidi un ragazzo alzarsi e dire: «Fino a un mese fa vivevo per strada, senza un soldo e senza un posto dove vivere. Non avevo mai sentito nominare Scientology poi un tizio mi ha parlato della Sea Org, ci sono entrato e ora le cose mi vanno a meraviglia».

Mentre tutti applaudivano io riflettevo su quanto appena sentito. Era mai possibile che i reclutatori della Sea Org abbordassero vagabondi adolescenti per le strade di Hollywood? Mi avevano detto che i requisiti per entrare in Sea Org erano molto alti, che essere reclutati in Sea Org era un onore. Ma ora scoprivo che reclutavano chiunque riuscissero a convincere a firmare un contratto.

In un'altra occasione feci la conoscenza di una recluta che non sapeva un tubo di Scientology. Evidentemente non sapeva nemmeno che non avrebbe dovuto criticare Scientology, infatti se ne lamentava liberamente, esprimendo a voce alta i suoi disaccordi. Mi chiedevo come mai fosse stato reclutato nell'elitaria Sea Org e fui costretto a concludere che i suoi standard erano molto, ma molto più bassi di quanto mi avevano raccontato. Alla fine lo cacciarono dopo che un'altra recluta, un vero scientologist, si prese il raffreddore e incolpò del fatto la sua influenza soppressiva.

Poi, in classe, ebbi un'esperienza con una recluta adolescente Sea Org che mi fece sollevare il sopracciglio. Stavamo facendo i procedimenti di "Self Analisi" di Hubbard e dovevo fargli domande del tipo «Ricorda un momento in cui eri felice» o «ricorda un momento in cui hai scoperto qualcosa di nuovo». Non ricordo esattamente le domande. Alla fine del procedimento e come parte del procedimento stesso, gli chiesi come si sentiva. Avrei dovuto continuare con le domande fino a che non si fosse sentito meglio.

In tono annoiato e del tutto privo di emotività mi disse che si sentiva benissimo ed era molto energizzato. Ovviamente non gli credetti nemmeno per mezzo secondo, mi sembrò anzi che mi avesse detto ciò che si supponeva dovesse dirmi. Poiché ero stato istruito a non valutarlo e non contraddirlo, scrissi semplicemente che si sentiva molto bene e che quella era la fine della seduta.

Naturalmente avevo avuto il non vago sospetto che stesse lì perché doveva e non provasse una particolare passione per Scientology. Mi feci l'idea che i suoi genitori erano degli scientologist che avevano insistito affinché entrasse in Sea Org. Non so se era vero, ma c'erano un sacco di ragazzini con i genitori Sea Org e che in Sea Org svolgevano questo o quel lavoro.

Ci fu anche il caso di un ragazzino di una quindicina d'anni che scappò via per andare a vivere in strada. Era sull'EPF, figlio di membri della Sea Org. Circa un mese dopo tornò e lo rispedirono alla Base di PAC. Un giorno lo vidi seduto in cortile, la testa rasata e gli scarponcini di ordinanza tutti dipinti di bianco. Si diceva che fosse scappato dall'EPF e che fosse entrato in una banda di skin heads che viveva per strada.

Era quello il modo in cui venivano allevati i figli dei Sea Org? Mi chiesi. Le famiglie normali hanno problemi, questo lo so. La mia famiglia aveva avuto un sacco di problemi ma non mi aspettavo che le famiglie scientologist avessero problemi di quella portata. Le famiglie Sea Org dovevano essere funzionali e bene inserite. Ma, ancora più importante, era quello il calibro delle reclute della Sea Org?

Naturalmente non voglio tener conto soltanto dei punti negativi tralasciando quelli positivi. C'erano un sacco di reclute competenti, intelligenti e dedicate. Forse non mi colpirono per il loro grosso calibro, non erano il meglio del meglio, ma immaginavo che fosse proprio per questo che erano lì - per diventare il meglio del meglio e raffinare la loro eccellenza.


LINEA DIRETTA PER IL MATRIMONIO

Sull'EPF le giornate erano piene e molto strutturate. L'EPF aveva i suoi alloggi, maschi di qui e donne di là. Gli appartamenti erano a qualche isolato dal complesso di PAC. Ogni mattina ci alzavamo, ci vestivamo, facevamo colazione, andavamo in classe e poi a pranzo. Cominciavamo a lavorare, poi la cena a fine lavoro tornavamo a piedi agli appartamenti. Una volta arrivati era ormai ora di andare a dormire.

Ero sull'EPF da qualche settimana quando arrivarono delle nuove reclute, tra cui una ragazza che diventò la mia ragazza. Non avevamo molto tempo per stare assieme e conoscerci meglio, giusto durante i pasti e le pause, o mentre camminavamo da e verso gli alloggi, di mattina e di sera. Debbie veniva dalla Svizzera, era molto presa da Scientology e molto carina, soprattutto con me. Aveva lavorato per anni alla Chiesa di Scientology di Zurigo ed era entrata da poco in Sea Org.

La Sea Org richiedeva ai suoi membri un comportamento ineccepibile ed elencava molte regole da seguire, tra cui quella "niente sesso fuori dal matrimonio". Non passò molto prima che cominciassi ad accarezzare l'idea di sposare Debbie. Sulle prime lei non ne fu particolarmente entusiasta, ma temevo che una volta terminato l'EPF l'avrebbero mandata a lavorare in un ufficio completamente diverso dal mio. Infatti l'ufficio dove poi fu assegnata era lontano un miglio e senza auto o tempo libero era una distanza abbastanza considerevole. Se ci fossimo sposati avremmo potuto avere una stanza per noi e vederci almeno di sera, tra le altre cose.

Alla fine Debbie accettò e una volta diplomati dall'EPF chiedemmo una breve licenza, andammo al municipio in centro e ci sposammo. A dire il vero fu un matrimonio molto bohemien e dopo aver pagato la licenza matrimoniale ci rimase si è no qualcosa per andare a mangiare da McDonald.

Ripensandoci ora ci conoscevamo appena e sposarsi non aveva alcun senso. Per esempio, venni a sapere che suo padre era morto suicida soltanto dopo essere convolati a nozze. L'avevo sposata senza nemmeno sapere nulla della sua famiglia. Ma in quei giorni la mia vita correva a mille all'ora. Il giorno dopo ottenemmo una stanza tutta per noi.


L'IMPORTANZA DI 50 DOLLARI

A St. Louis la mia assenza si faceva sentire. Mary, l'incaricata di HCO, tornò dalla licenza di maternità solo per scoprire che la sua nuova recluta era stata prontamente reclutata in Sea Org. Aveva grandi ambizioni per la sua divisione e io ero stato una figura centrale per i suoi progetti. Trovare qualcuno disposto ad entrare nello staff era già piuttosto difficile, ma trovare qualcuno che fosse disposto e che qualificasse per HCO lo era ancora di più. A complicare la situazione Steve, che mi aveva reclutato, era suo marito. Anni dopo venni a sapere che si era arrabbiata a tal punto con lui che avevano rischiato il divorzio.

Ero grato a Steve per avermi dato la possibilità di entrare in Sea Org quasi a costo del suo matrimonio. Non riuscì mai a trovare un rimpiazzo che mi sostituisse, ma la Sea Org non mi avrebbe mandato indietro. Steve mi aveva detto di aver venduto la mia auto per 350 dollari e poiché il biglietto ne era costati solo 300 gli chiedi la differenza. Mi scrisse dicendo che "quel che è fatto è fatto". Sapendo che Steve e Mary erano diventati genitori da poco, ed essendo al corrente delle misere paghe dell'org di St. Louis, mi chiesi se non si fosse tenuto quei 50 dollari per la disperazione. Cominciai anche a chiedermi se per caso non mi avesse reclutato in Sea Org per quella commissione da 50 dollari.

Naturalmente non conoscevo le ragioni di Steve, ma non potevo impedirmi di pensarci.


DELUSIONI COCENTI IN SEA ORG

In quanto membro della Sea Org la mia vita era assorbita da Scientology. Appena alzato mi infilavo l'uniforme e iniziavo a studiare, fino a mezzogiorno. La colazione era offerta, ma di solito io continuavo a dormire e la saltavo. Dopo lo studio e immediatamente dopo pranzo andavo a lavorare nell'ufficio di CLO WUS. Si andava avanti fino alle 10 di sera - pausa solo per la cena. A seconda del carico di lavoro le giornate potevano facilmente allungarsi. Per noi di CLO il giovedì era giornata di fuoco in quanto dovevamo stare alzati fino a tardi per analizzare e rispondere ai rapporti inviati dalle varie org sotto il nostro comando. Restavamo alzati anche fino alle 3 di notte e poi dormivamo in ufficio - rinunciando al tempo di studio.

Prima di andare a letto alcuni Sea Org socializzavano nella caffetteria, ma solo per un'oretta perché poi al mattino dovevano alzarsi presto e ricominciare da capo.

Non c'erano mai giorni liberi. Dal lunedì al sabato l'orario era sempre lo stesso - corso, lavoro e lavoro. La domenica mattina avevamo qualche ora per il bucato e poi dovevamo lavorare, fare pulizie o manutenzioni in giro per la base. Durante tutta la mia permanenza in Sea Org ho avuto soltanto un giorno libero perché aspettavo una visita di mia madre, che aveva deciso di fare scalo a LA. Quando lo scalo fu annullato non mi preoccupai di cancellare la giornata libera.

La Sea Org non era ciò che mi ero aspettato ma andava bene lo stesso perché a livello interiore ritenevo che il sacrificio e le lunghe ore di lavoro avrebbero alla fine dato i loro frutti.

La nostra stanza non era una vera stanza, giusto un pezzo di corridoio chiuso da un muro. Quel che è peggio è che bloccava l'uscita di sicurezza. La nostra porta non era mai chiusa a chiave perciò immagino che se la gente avesse dovuto scappare sarebbe passata da lì, ma ancora non era una stanza regolare. Avevo sentito dire che doveva essere demolita per liberare l'uscita di sicurezza e vivevo con la brutta sensazione che avremmo perso il nostro spazio insieme.

Anche i locali mensa lasciavano molto a desiderare. Ricordo quando passai per la zona dove si lavavano i piatti, era piena di scarafaggi. Ho un ricordo vivido di un lavapiatti con la canna dell'acqua in mano che cercava di affogarne a centinaia in un grosso scarico. Immaginai che forse a LA il problema delle blatte era peggiore che a St. Louis, comunque sia non era una bella cosa.

Avevo immaginato che la Sea Org sarebbe stata il massimo della perfezione e della professionalità. Ma la contraddizione tra aspettative ed esperienza reale era più che evidente. Cercavo di sorvolare, ma non potevo impedirmi che quelle considerazioni continuassero ad aleggiare in una qualche parte della mente. Mentre toccavo con mano una delle "Mecca" di Scientology le contraddizioni tra la reputazione della Sea Org e la realtà della Sea Org erano innegabili. Cercavo di scacciarle come si scacciano le mosche a un picnic estivo. Ero fermamente convinto che Scientology funzionasse. Avevo sentito racconti che testimoniavano la sua validità; aneddoti su vite vissute in precedenza; chiacchiere sull'acquisizione di poteri sovrannaturali. Perciò, forse, era vero che gli edifici di Scientology e la sua mobilia erano un po' fatiscenti, forse le condizioni di vita non erano un granché e forse non avevo ancora incontrato qualcuno in grado di stupirmi davvero, ma liquidavo il tutto come irrilevante. Negavo ciò che i miei occhi vedevano e accettavo le promesse di L. Ron Hubbard e le chiacchiere della comunità Scientology, ritenendole rilevanti.


IL MANAGEMENT DELLA SEA ORG: THE SCREAM TEAM [squadra delle urla]

I membri della Sea Org erano dedicati, se non infaticabili. Credevano veramente a Scientology, a L. Ron Hubbard e alla Chiesa di Scientology. Ma non era difficile constatare che non erano affatto il gruppo più produttivo del pianeta. Nella gestione quotidiana lo stile manageriale della Sea Org non sembrava nulla di straordinario, ma si poteva tramutare in urla isteriche quando le cose andavano male. Sentire urla isteriche condite con minacce di "etica pesante" o richieste del tutto irragionevoli non era per niente raro in Sea Org, niente di che, roba normale.

Si diceva che l'amministrazione di Scientology fosse la più efficace e risolutiva. Nello sviluppare la sua tecnologia amministrativa L. Ron Hubbard aveva attinto a trilioni di anni di know how, ma sembrava che nella gestione corrente della Chiesa di Scientology confusione e incertezza regnassero sovrane. Le mete venivano stabilite con piena intenzione di raggiungimento, ma poi non ci si avvicinava nemmeno lontanamente. A volte il miglioramento non era neanche rilevabile, altre volte l'area entrava in declino. Le cose andavano sempre male e sarebbe stato ok e prevedibile per altre organizzazioni - che ne so... la Coca Cola, la Xerox, la Sony. Lì sarebbe andato bene, ma non nella Sea Org. La Sea Org avrebbe dovuto essere anni luce più avanti di qualsiasi altra azienda. Non ci sarebbero dovuti essere paragoni. La Sea Org era stata fondata da Hubbard in persona. Non solo era l'organizzazione che avrebbe salvato la terra, ma avrebbe anche dovuto salvare letteralmente l'intera galassia.

Una notte mia moglie, che lavorava all'Ufficio Internazionale, mi raccontò che quella sera c'era stato un grosso flap perché il Continental Liaison Office del Sud America era stato chiuso. Mi confidò che quel CLO non pagava l'affitto da così tanto tempo che l'organizzazione era stata sfrattata e gli staff Sea Org buttati in mezzo a una strada. La risposta a tutto questo, secondo il racconto di mia moglie, erano state urla isteriche al telefono contro i membri sfrattati della Sea Org sudamericana.

Anche il capo di CLO WUS (Ufficio di Collegamento Continentale degli Stati Uniti Occidentali - l'unità Sea Org dove io prestavo servizio), cioè l'Ufficiale Comandante Cal, era stato licenziato con sistemi più umilianti che costruttivi. Era stato declassato a rango di mozzo. "Mozzo" era un riferimento all'eredità marinara della Sea Org, ma sostanzialmente significava che invece che lavorare dietro una scrivania in una posizione di prestigio doveva gestire una ramazza in una posizione di tutt'altro prestigio. Il motivo era che la sua umiliazione doveva essere un esempio per tutti.

La cosa ebbe l'effetto di affossare il morale di tutti. Cal lavorava indefessamente ogni giorno, come chiunque altro. Tutti noi davamo il massimo e ora Cal era stato punito come esempio per il resto di noi, perché non riuscivamo a fare i miracoli. Sapevo che Scientology avrebbe dovuto fare miracoli, ma non mi aspettavo che saremmo stati puniti per non averli fatti. Comunque sia, Cal venne immediatamente sostituito con un tizio che dovette chiedere a noi come andava svolto il lavoro.

Uno di peggiori casi di management fatto urlando fu quello di una ragazzina che se la prese con una donna molto più anziana di lei. Ricordo Claire (non sono certo del suo nome), l'ufficiale del personale, come una dolcissima donna anziana che invece che sprizzare sicurezza come mi sarei aspettato da un membro Sea Org sprizzava stanchezza e preoccupazione. Aveva forse una sessantina d'anni. La vidi con i miei occhi venire molestata da una giovane staff di rango superiore che inveì contro di lei e la rincorse letteralmente per i corridoi. E quando dico che la staff era molto giovane intendo molto giovane - sui 12 anni, di sicuro pre-pubere.

Conoscendo le direttive della chiesa e il rango delle due sapevo che la ragazzina era perfettamente autorizzata a inveire contro l'anziana signora. Ma quella mancanza di tatto mi colpì come una mazzata. Mi sembrava che il sadismo della ragazzina, che normalmente sarebbe stato rivolto ai suoi coetanei su un campo da gioco, fosse invece riversato sull'anziana signora. Fu una scena surreale e non la dimenticherò mai.

In un ambiente diverso la ragazzina e la signora avrebbero avuto un rapporto più simile a quello tra insegnante e allieva, o tra nonna e nipote. Un rapporto costruito sulla compassione e l'affetto. Indipendentemente dal fatto che l'anziana signora si fosse sentita o meno umiliata, ero io a sentirmi umiliato per lei. E temevo che se fossi rimasto sullo staff fino alla sua età mi sarebbe successa la stessa cosa.


UFFICIO FINANZIARIO E NON CONFORMITA' NELLA SEA ORG

Quasi tutte le urla di CLO WUS provenivano dall'ufficio finanziario. Mentre il nome farebbe pensare a un ufficio che distribuisce fondi o concede prestiti alle org degli USA occidentali, la realtà è un'altra. L'unica funzione dell'ufficio finanziario è di estorcere alle org una percentuale delle loro entrate. Toni duri e voci irate si sentivano spesso fin dal corridoio su cui si affacciava l'ufficio, ed era questione di routine. Evidentemente era quello il modo di gestire la cosa.

In un certo senso mi rattristavo all'idea dei membri dello staff di Scientology all'altro capo del telefono. Avendo lavorato all'org di St. Louis sapevo che lo staff veniva sì e no pagato, ma doveva comunque inviare settimanalmente una percentuale del suo incasso lordo all'ufficio finanziario.

Mai mi sarei aspettato che la Sea Org potesse essere così spilorcia, quando si trattava di denaro.
E mai mi sarei aspettato che la Sea Org potesse perdere denaro o essere così incompetente in questioni finanziarie come fu il caso del CLO Sud America. Mi sarei piuttosto aspettato che la Sea Org avesse enorme successo e fosse nella posizione di elargire denaro ed aiuto, invece che trovarsi nella posizione di pretendere e urlare che voleva i soldi a persone che non riuscivano a pagare l'affitto e sopravvivevano a burro di noccioline e crackers.

Il Continental Liaison Office avrebbe dovuto fornire un servizio di valore alle org inferiori ma iniziavo a dubitare che quel servizio fosse davvero fornito. Ricordavo i tempi in cui lavoravo come receptionist all'org di St. Louis e la Sea Org telefonava e interrompeva di continuo gli staff che cercavano di lavorare. Ricordo che all'org di St. Louis il telefono veniva lasciato squillare, nessuno doveva rispondere perché gli staff sapevano che dall'altra parte c'era la Sea Org e non volevano parlare con loro. Il telefono suonava per minuti di fila.

Adesso che stavo in Sea Org, cioè all'altro capo del filo, era frustrante non riuscire a contattare gli staff, o avere difficoltà a farlo. Una volta Cory, un mio collega in Sea Org, doveva parlare con uno staff di una certa org. Mi disse: «Questa è davvero una telefonata che richiede risposta, per cui metto il viva voce e avvertimi quando qualcuno risponde». Vale a dire che anche noi del CLO sapevamo che lo staff delle org non ci voleva parlare. Trascorsero almeno cinque minuti prima che qualcuno rispondesse a quel telefono.

Per i telex la situazione era più o meno la stessa. Potevo spedirne 20, ma di solito ricevevo appena due risposte. Era come se le mie comunicazioni finissero direttamente nel cestino. Non che non fosse il luogo adatto per loro, intendiamoci. Conoscevo Scientology da meno di un anno e davo ordini a staff di provata esperienza. In realtà e ironicamente persi rispetto per la competenza della Sea Org proprio dopo la manifesta incompetenza dimostrata nell'avermi affidato un incarico di responsabilità e autorità per dare ordini e istruzioni a chi, viceversa, avrebbe dovuto istruire me.

Sapevo che non stavo dando un grosso contributo. Ero nel panico e volevo disperatamente che qualcuno mi istruisse su come fare un buon lavoro. Avrei fatto con la forza di dieci uomini qualsiasi cosa mi avessero detto di fare, ma il solo addestramento che avevo ricevuto erano stati alcuni corsi, del tutto vaghi, e nessuno di essi rispondeva ai miei quesiti. Certo, erano pieni di banalità sull'essere irragionevoli, duri e competenti - ma quelle cose non mi avevano certo aiutato ad essere competente sul mio lavoro. Mai mi sarei aspettato di ritrovarmi in quella situazione, pensavo che sarei stato addestrato a fronteggiare qualsiasi eventualità con sicurezza e fiducia in me stesso. Certo, avevo ancora un sacco di addestramento davanti ma non pensavo che avrebbe corretto i miei difetti. Mi feci l'idea che quasi tutti i miei colleghi recitassero a orecchio, si arrabattassero come potevano sperando silenziosamente che andasse bene. Percepivo che nessuno di loro nel profondo credeva davvero che l'addestramento funzionasse, prendevano semplicemente il buono che c'era e ignoravano ciò su cui non erano d'accordo, riempiendo gli spazi con quanto pensavano avrebbe funzionato. E quella in ultima analisi era la vera ironia perché tutta la nostra missione consisteva nel diffondere gli insegnamenti di Hubbard.

Mi rendevo anche conto che c'erano una infinità di problemi e moltissime cose che andavano storte, ma che nessuno ne parlava. Naturalmente si trattava di una parte chiave dell'etica di Scientology - non lamentarsi, o "fare natter" nel gergo di Scientology. Hubbard aveva scritto che si fa natter solo quando inconsciamente si nutre il desiderio di distruggere. Naturalmente non volevo dare l'idea di voler distruggere Scientology, per cui non espressi mai una sola lamentela. Per quanto le cose andassero da schifo nessuno si lamentava mai, o "faceva natter". Le buone notizie e le piacevolezze venivano comunicate subito a tutti. Per cui per me era impossibile presentarmi a una riunione e cominciare a elencare tutti i problemi che avevo con Scientology e la Sea Org. Avrei potuto più semplicemente auto-dichiararmi "Persona soppressiva" e prendere la porta. Il natter sulla Sea Org avrebbe potuto farmi finire direttamente sul Rehabilitation Project Force un programma ancora più restrittivo ed impegnativo della Sea Org regolare.


L'OT IN ASCENSORE

Una sera al termine del lavoro salii in camera per togliermi l'uniforme. Quell'uniforme non mi piaceva - per un qualche motivo ne possedevo una soltanto ed era difficile tenerla pulita. E poi le uniformi non mi erano mai piaciute, sembravano strapparti via l'individualità. Forse il motivo è ancora più profondo ma ancora oggi se sul lavoro devo indossare l'uniforme me la tolgo appena possibile.

Dopo essermi cambiato scesi per andare ad acquistare qualcosa alla "cantina" (il negozietto degli snack). Stavo riprendendo l'ascensore quando un uomo elegante mi si parò davanti. La prima cosa che notai fu una cravatta dai colori brillanti incorniciata nei risvolti del suo costoso abito. Lo guardai in viso e vidi un uomo di forse una cinquantina d'anni dall'aspetto regale e sicuro: mi fissava con intensità. «Dov'è la tua uniforme?» mi chiese.

«Sono fuori servizio per cui mi sono cambiato» gli risposi. Non mi incuteva timore ma ero disorientato. Chi poteva mai essere?

«Questa non è una scusa, visto che per regolamento (e citò cose che io non ricordavo) i membri della Sea Org devono indossare sempre l'uniforme».

«Oh, non lo sapevo» replicai. «Forse è una cosa che non ho ancora incontrato nel mio addestramento. Studierò il regolamento...» L'ascensore era arrivato al quarto piano, la porta si aprì ed uscii. Evidentemente il quarto non era il suo piano.

Prima che le porte si richiudessero mi girai e gli chiesi: «E lei chi è?».

Sembrò sorpreso. «Non sai chi sono?... lo scoprirai... lo scoprirai» salmodiò sinistramente mentre le porte si chiudevano. Il tono e le sue maniere mi suggerirono che era qualcuno di importante e chiaramente un OT. Se mi aveva detto che avrei scoperto chi era, sicuramente sarebbe successo. Lo avrei scoperto.

Parlai della cosa con mia moglie. Benché non fosse troppo d'accordo sulla consegna ricevuta mi disse che non poteva darmi informazioni sull'identità dell'uomo ben vestito. Non volevo sembrare sciocco andandomene in giro a chiedere chi potesse essere quel tipo per cui lasciai perdere. Immaginai che alla fine avrei scoperto chi era.

E così fu. Una sera stavo attraversando l'atrio di PAC quando lo vidi circondato dal suo entourage. Una berlina scura lo stava aspettando fuori dalla porta a vetri. Mi avvicinai all'assembramento e lo vidi uscire. Dopo aver dato ordini al suo corteo, mi indicò con il dito dicendo «Tu. Hai poi scoperto chi sono?»

«No» risposi. Rimasi impressionato dal fatto che si ricordasse di me. Era trascorso almeno un mese. Stranamente non rimasi impressionato dal fatto che con i suoi poteri OT non mi avesse telepaticamente rivelato chi era. Dopo tutto desiderava che lo sapessi.

Indicò un giovanotto del suo entourage. «Tu. Digli (e indicò me) chi sono». E con questo l'uomo elegante si affrettò verso le porte scorrevoli e salì sulla berlina scura, che partì nella notte.

Mi girai verso il giovanotto. «E quindi, chi era?»

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Il ragazzo mi rispose senza guardarmi in faccia, cosa strana per uno scientologist. Gli occhi stavano ancora seguendo l'uomo elegante e la sua berlina. «Era Norm Starkey, è l'esecutore del patrimonio di LRH».

Così quello era il modo di presentarsi di un OT. Indicare qualcuno e ordinargli di dirti chi è. Il solo potere sovrannaturale che sembrava avere era il potere di creare suspense e un'atmosfera di autorità.

Bene, esecutore del patrimonio di LRH faceva impressione. Immaginai che dovesse essere uno di cui Hubbard si fidava molto. Qualche tempo dopo quello stesso uomo tenne un meeting di Sea Org member nella caffetteria. Più che una riunione alla fine si rivelò un'esca per venderci romanzi di LRH. Presentò la cosa in modo da farla sembrare come se ci stesse dando l'opportunità di avere quelle nuove edizioni a un ottimo prezzo - ma a me fu chiaro che cercava solo di rimediare le provvigioni. «Ma quanta fame di soldi ha questo tizio per vendere libri a degli spiantati che non hanno nemmeno il tempo di leggere?» mi chiesi.


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