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Il Diario delle Molestie: Capitolo 1, il mio background

La giornalista Paulette Cooper, autrice del libro Lo Scandalo Scientology del 1972 (prima grande inchiesta giornalistica sul movimento dianetico), racconta le molestie subite dagli agenti dell'organizzazione di L. Ron Hubbard.

© Di Paulette Cooper, 1982. 
© Traduzione di Simonetta Po, primavera 1998.

Quanto segue, secondo i miei avvocati, tenta di dare un ordine a eventi disparati di un certo rilievo, presentandoli nella loro probabile sequenza cronologica. Si è cercato di concentrare l'attenzione sulle emozioni e i sentimenti generati dalle diverse crisi. [A] 

Sono nata ad Auschwitz... più o meno nello stesso periodo in cui i miei genitori sono morti. Sono stata in vari orfanotrofi del Belgio, insieme a mia sorella maggiore Susy. Lei fu adottata da due zii belgi quando avevo quattro anni e mezzo, e io dai Cooper. Arrivai in America all'età di sei anni (divenni cittadina USA a otto), e pesavo soltanto diciotto chili [1]. Nell'estate del 1959 tornai in Belgio e per la prima volta dall'infanzia rividi mia sorella. L'incontro mi sconvolse molto, soprattutto perché lei viveva in condizioni orribili. Stetti molto male quando mi mostrarono una fotografia dei miei genitori morti. Fui infelicissima nell'apprendere che i membri della mia famiglia erano sopravvissuti ai campi di concentramento (17 su 22 erano stati uccisi), vivevano in assoluta povertà e alcuni non sembravano essere completamente sani di mente dopo l'esperienza nei lager. Nonostante tutto, cercarono di convincermi a tornare a vivere in Belgio. Non mi aiutò il fatto che mia sorella mi avesse rivelato che ero responsabile della morte di mia madre; pare che a causa della gravidanza non fosse riuscita a scappare e venne catturata dai Tedeschi. Questa visita mi fece precipitare in un tale stato di rimorso e depressione, che alla fine, nel 1962, decisi di entrare in terapia dal Dott. Stanley Cath di Belmont, Massachusetts [2]

Andai a Brandeis e mi laureai con lode in Psicologia in tre anni (non contando i sei mesi di interruzione per un'appendicectomia) [3]. Cominciai a specializzarmi in psicologia alla Columbia University, ma la odiavo, e così conseguii il Master in Psicologia frequentando part-time. 

Nello stesso periodo entrai nel mondo del lavoro e ottenni un impiego di analisi psicologica degli annunci commerciali televisivi, seguito da due incarichi di composizione di annunci per agenzie pubblicitarie.[B] 

Mentre operavo nel campo della pubblicità vendetti i miei primi tre articoli - a Cosmopolitan, TV Guide e The Washington Post - così lasciai la pubblicità e nel 1968 divenni scrittrice freelance a tempo pieno. 

 
 
 
Note del 1982 

[1] All'orfanotrofio non sapevo che i miei genitori fossero morti. Mi avevano ingenuamente fatto credere che erano via e un giorno sarebbero venuti a prendermi. Questo mi aveva spinto a chiedermi che cosa avessi fatto di così terribile per essere stata abbandonata, un problema acuito dal fatto che la mia famiglia mi venne a trovare solamente una volta in sei anni, mentre tutti gli altri bambini avevano dei parenti e in alcuni casi anche i genitori, che li avevano messi in orfanotrofio perché non potevano prendersi cura di loro a causa della povertà o dei disturbi mentali causati dalla guerra. 

[2] Non mi aiutò certo il fatto di sentirmi completamente perduta, e il primo anno al college andò veramente male (tuttavia dal secondo in poi fui sempre nella Lista del Preside). I miei nuovi genitori erano iperprotettivi e mi avevano sempre tenuto sotto controllo, non lasciandomi molta libertà; una volta ottenutala non sapevo che farmene. Mi presi una cotta feroce per un figlio di puttana veramente spregevole a cui piaceva inondarmi di affetto e un momento dopo prendere le distanze. Ricevevo in continuazione chiamate dalla famiglia belga e da mia sorella, che desideravano andassi a vivere là. 

Mia madre mi ha raccontato di recente che all'epoca volevo andare in terapia perché mi sentivo molto ansiosa e depressa, e facevo brutti sogni perché vivere nel dormitorio del college mi ricordava la vita all'orfanotrofio. Durante questo periodo... rividi mia sorella, nel 1962, e fu un disastro. 

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[3] La maggior parte dei due anni di terapia con il Dott. Stanley Cath di Belmont (Massachusetts) si incentrarono sul tentativo di alleviare il senso di colpa, la depressione ecc. dei miei primi anni, e i loro attuali effetti su di me (che mi causano in primo luogo una tale paura di essere abbandonata che ho difficoltà ad entrare in intimità con la gente), cercando di mostrarmi come le mie relazioni con gli uomini (come quella che ho menzionato) erano molto superficiali e in gran parte autodistruttive, e di farmi affrontare con fermezza i sentimenti ambivalenti che provavo verso i miei genitori iperprotettivi, aiutandomi [questa riga è scritta troppo in basso e non riesco a leggerla. Probabilmente ha a che vedere con l'acquisizione del senso dell'io o qualcosa del genere]. 

 
 
 
Note del 1997 

[A] Dean Benjamin mi ha mandato una e-mail offrendosi di formattare per me tutte le uscite, e gli sono molto grata. 

[B] Non c'è data su questo "diario" - tecnicamente una "memoria", visto che è stato scritto dopo i fatti - ma immagino si tratti del 1982 o forse del 1981, perché verso la fine scrivo che Scientology ha appena iniziato contro di me le cause 15-16-17, e mi hanno querelato 19 volte, e  anche che ho deciso di smettere di fumare presto, cosa che ho fatto nel 1982. 

 
 
 
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